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lunedì 19 aprile 2021
domenica 18 aprile 2021
25 appuntamenti col sicario + 2 di Tomaso Kemeny (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Con il poeta Cesare Viviani ha organizzato i seminari sulla poesia degli anni ‘70 presso il Club Turati di Milano (1978 – 79). Tra le sue curatele “La dicibilita’ del Sublime” (1989), “Le avventure della Bellezza” (1988 – 2008). Il 17 marzo del 2011 organizzò l’azione “ITALIA UNITA NELLA BELLEZZA” CON L’CCUPAZIONE DELLA COLLINA DELL’INFINITO A Recanati “2011”.
È uno dei fondatori del movimento Mitomodernista, del movimento ·Poetry and Discovery”, nonche’ della CASA DELLA POESIA DI MILANO (2006).
Informazioni dettagliate sull’autore al seguente link di Wikipedia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tomaso_Kemeny
Interventi critici di Donato Di Poce, Chiara Evangelista, Laura Garavaglia, Ottavio Rossani
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Costretti a sanguinare. Racconto urlato sul punk di Marco Philopat (Agenzia X)
Lui suona in una band, provoca i benpensanti e scrive invettive contro il futuro, ha lo sguardo allucinato e, sulla schiena del giubbotto, la scritta "Costretti a sanguinare". Una narrazione senza virgole e senza pause, come avviene nei dialoghi più appassionati, un flusso di coscienza a strappi, simile al balbettio di un oratore concitato, un libro autobiografico che tenta di trovare l'eco di un moto collettivo. Una testimonianza urlata sul punk italiano che ha segnato un drammatico passaggio d'epoca, modificando per sempre l'immaginario e la critica all'omologazione. Un testo febbrile che mette in scena la rabbia e lotta per la sopravvivenza di migliaia di giovanissimi che frequentavano lo storico centro sociale Virus di via Correggio 18, quando Milano era una delle capitali del punk in Europa. Come in un romanzo, ricco di episodi esilaranti e di situazioni limite, qui si corre a tutta velocità lungo otto anni, dal 1977 al 1984, sulla linea di una fragile etica metropolitana per ribelli di ieri e di oggi. Riscritto e aggiornato dall'autore con nuovo carburante narrativo, "Costretti a sanguinare continua il suo resistente viaggio editoriale alla caccia di lettori che vogliono provare a cambiare il mondo e il proprio destino.
sabato 17 aprile 2021
"Pelle e ossa" di Aleksandr Malinin a cura di Paolo Galvagni ( I Quaderni del Bardo Edizioni)
Nel libro di Aleksandr Malinin il sentimento si emancipa dall’individuo per diventare ritmo. Il titolo, oltre a condensare una descrizione, indica chiaramente la ricerca: «ossa e pietre, /tutto ciò di cui siamo ricchi». Il soggetto poetico si assottiglia, minuscolo «come un formaggino», «Rosso e secco», viene ricordato attraverso le tracce adipose: «Esca da me questo grasso, chiamato ansia, chiamato ardore, definito spavento... colando su un piatto vuoto». L’intervento poetico consente al soggetto, «noi tali», di perdere peso attraverso situazioni quotidiane: «usciremo senza alcun battito, /durante la tosse». Non si tratta di poesia funeraria, l’autore si appella, al contrario, all’«abbondanza» del reale. L’attenzione alla fisicità porta a collegamenti edilizi inaspettati: «Si scosta dall’anima la nuova carta da parati, /e non c’è nulla sotto di essa, /una muratura sconnessa... stringiti a questa fessura, come allo spioncino:/è così buio nel tuo corpo». Il pensiero sorveglia non solo la metrica ma anche le domande: «Il bosco è guasto, il suo odore è infuocato. / Ma ciò che brucia non attrae, /invoca. / Che cosa sarà al suo posto - /difficile immaginarlo. Terra incolta, fumo?».
Gli argomenti («diventati cattivi, / immangiabili») suggeriscono una cadenza, un senso («danzino le erbe, /e le persone, come ghiande») e l’immaginazione assale il poeta «pregustando la fine del mondo». Bisogna amare la poesia per coglierla, è un’allergia speciale: «I sogni sono la lontananza, /si possono confondere con i polloni». Con qualche piacevole seduzione barocca, la poesia di Malinin ci risparmia la retorica e l’espressionismo: «gli iris, iridescenti, /si smorzano comunque. / Finché non resta di essi l’unico, azzurro, /qualunque». La sua poesia «ronza, come un’ape/sul bordo di una poesia, /che è il giardino».
Dissepolta, ristagna nel «Blu chiarificato, quasi azzurro, /la profondità sopra di me, /fa’ luce fin là, là è ancora buio, /qui c’è già l’amore». Ci parla della fine: «Che cosa ci attende prima della morte:/il tè opaco delle bustine, una limonata evaporata». Il tempo coincide con l’appetito («il tempo è sazio») e materializza i morti («più neri del tè»): «dice terra, terra, /che ti interessa di me, /io sono nella mia mente, sono tutta in me, /a che mi serve il corpo, /lo stelo, /una pista d’atterraggio».La voce, «defluita, quasi sedimentosa», senza cariche ideologiche, «Si dilata e si stringe» fino a rendere «il buio» qualcosa di attraversabile, «sensibile alla luce... la visibilità di me». Nella nervatura del testo si scorgono corrispondenze tra il quotidiano e il siderale: un esercizio frattale del linguaggio. C’è Gogol e il suo battaglione di anime morte in questa sensibilità convincente: «come incaricata per la luce:/l’uomo è l’angusta strettoia (Alberto Pellegatta)
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Fabrizio De André. Volammo davvero (a cura della Fondazione Fabrizio De André) edito da La Nave Teseo
Come un romanzo in frammenti, questo libro raccoglie le voci del discorso ininterrotto che Fabrizio De André ha aperto con le sue canzoni e la sua vita artistica. Un dialogo a tutto campo su letteratura, musica, impegno e sui tanti temi civili percorsi da un cantautore che voleva "essere socialmente utile". Un pensiero che scrittori, studiosi, amici hanno deciso di portare avanti a partire dalle sue canzoni: parole che scavano, emozionano, illuminano, e aprono traiettorie sempre nuove a un volo che non si è interrotto.
«Questo libro è la dimostrazione che Fabrizio è quel che tu hai bisogno che sia, che i limiti di Fabrizio sono sempre solo i limiti di chi lo avvicina, perché qualunque cosa si riesca a concepire di chiedergli, lui la dà – anzi, l'ha già data. Che si tratti di un fotografo, di un sacerdote, di uno scrittore, di un critico, di un musicista, di un premio Nobel, l'interlocuzione instaurata in queste pagine con Fabrizio risulta naturale, perfino ovvia, per ciascuno di loro, perché il loro punto di vista e quello di Fabrizio sembrano sempre coincidere – di coincidenze che possono essere anche del tutto casuali: non cambia nulla, perché come insegna Yamamoto Jinuemon, padre di Tsunetomo, autore dell'Hagakure, ovvero il libro segreto dei Samurai, "se si guarda bene in una direzione, si vedono anche tutte le altre".» Dall'introduzione di Sandro Veronesi. (Postfazione di Dario Fo.)
Musicofilia di Oliver Sacks (Adelphi)
Un giorno, a New York, Oliver Sacks partecipa all'incontro organizzato da un batterista con una trentina di persone affette dalla sindrome di Tourette: "Tutti, in quella stanza, sembravano in balia dei loro tic: tic ciascuno con il suo tempo. Vedevo i tic erompere e diffondersi per contagio". Poi il batterista inizia a suonare, e tutti in cerchio lo seguono con i loro tamburi: come per incanto i tic scompaiono, e il gruppo si fonde in una perfetta sincronia ritmica. Questo stupefacente esempio, spiega Sacks, è solo una particolare variante del prodigio di "neurogamia", che si verifica ogniqualvolta il nostro sistema nervoso "si sposa" a quello di chi ci sta accanto attraverso il medium della musica. Presentando questo e molti altri casi con la consueta capacità di immedesimazione, Sacks esplora la "straordinaria forza neurale" della musica e i suoi nessi con le funzioni e disfunzioni del cervello.
Da ieri venerdì 16 aprile esce in radio e in digitale il nuovo brano di LEINER, "MESSICO".
Da ieri 16 aprile è disponibile su
tutte le piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica “MESSICO”
(GREYLIGHT Records), il nuovo brano di LEINER.
«In questo brano continuo la mia storia - spiega Leiner a proposito di “Messico” - Spesso, proprio per una determinata paura, escludi a priori una determinata situazione, privandomi inconsciamente di un qualcosa che si potrebbe rivelare una ventata positiva nella mia vita, come un’amicizia, un amore o quant’altro. Al di là di ciò che è il significato personale della canzone, penso che, comprendendo un problema e, in un certo senso, accettandolo, si abbia la vera possibilità di imparare, cambiare o migliorare».
Il videoclip ufficiale di “Messico”, diretto da Antonio De Bonis, include una sequenza di immagini concettuale, ridotta all’osso: una stanza completamente bianca, un mondo asettico; la mente si apre ai suoi pensieri e il protagonista si “scinde” in due personalità a confronto. Una di queste è aperta alla vita e alle relazioni a prescindere da tutto, mentre l’altra, più introversa, rifiuta e allontana tutto ciò che potrebbe ferirla. La gestione dei propri sentimenti, come l’amore e gli affetti, sono parte integrante di questo video.
Pre-salva ora “Messico”
Biografia
Leiner Riflessi (Apartado, Colombia, 23 giugno 1997) dimostra fin da piccolo una grande passione e inclinazione per la musica e il ballo. Entra a fare parte del gruppo vicentino di danza hip-hop “Brown Sugar”, con cui vince numerose gare internazionali e si aggiudica diversi riconoscimenti personali. Inizia fin da subito a studiare canto e pianoforte, oltre che a prendere lezioni di batteria. Già dal 2013 l’artista inizia a scrivere e comporre canzoni proprie, prima in inglese, poi in italiano e spagnolo. Nel mese di ottobre del 2014, Leiner passa le varie selezioni e partecipa all’ottava edizione del programma televisivo X Factor, riuscendo ad arrivare alle semi-finale della gara presentando il brano inedito dal titolo “Tutto quello che ci resta”, uscito come primo singolo per Sony Music. Da settembre 2015 fino a marzo 2017 entra a fare parte come cantante del gruppo Dear Jack partecipando al Festival di Sanremo 2016 con il brano “Mezzo Respiro” e al “Mezzo Respiro” Tour in tutta Italia. Nel novembre 2017 entra a far parte del Cast del Musical “Madagascar” e nel 2019 nel musical “Priscilla la regina del deserto”. Dal 2020 torna grazie all’etichetta GreyLight Records nelle scene musicali con il suo primo lavoro da solista. Il nuovo brano di Leiner, dal titolo “Messico”, è disponibile in radio e in digitale dal 16 aprile 2021.
venerdì 16 aprile 2021
Bitches, she is Madonna by Ludovico De Bonis (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Ludovico De Bonis
The author Ludovico De Bonis, with his book, tried to combine his passion (Madonna) with his cultural background, as an expert in Communication and Media Analyst. What makes his work outstanding compared to other works about the artist, is that none of them has neither analyzed the phenomenon from the point of view of the audience, nor focused on the artist's fandom, on her complex identity (as a woman, as a mother and as an international icon) and on the discovery that the performer artist Madonna, according to various sociologists and experts in the sector, is the emblem of popular culture.
Translation - Giacomo Bleve
Cover - Debora Conte
Additional digital editing - Serena Garganese
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Da oggi Venerdì 16 aprile esce in digitale e negli stores "TRATTO DA UNA STORIA VERA", il nuovo album di Joe Barbieri
Dal 16 aprile in Europa e dal 22 aprile in Giappone è disponibile in digitale e in formato fisico negli stores “TRATTO DA UNA STORIA VERA” (Microcosmo Dischi/Warner Music Italy), il nuovo album di JOE BARBIERI.
A quattro anni di distanza da "Origami" (e dopo una deviazione per celebrare a proprio modo Billie Holiday attraverso il disco "Dear Billie"), Joe Barbieri torna finalmente alle proprie canzoni realizzando il suo album più autobiografico, dal titolo "Tratto Da Una Storia Vera". Il fil rouge che sta alla radice dei nuovi brani è che tutti, in qualche modo, fioriscono dal vissuto più personale del cantautore napoletano.
«La verità è uno scrigno che difficilmente si fa scardinare, – racconta lo stesso Joe – nei momenti in cui mi pare di comprenderne una parte essa muta, propone di sé un'altra chiave, tanto da percepire di perderne un tassello altrove. Tuttavia, è a questa ricerca che continuo a sentire di essere in qualche modo devoto, specialmente nel mio percorso di Artista tanto che, in quasi trent’anni di strada, per scrivere la mia musica ho praticamente sempre attinto principalmente alle mie esperienze personali, o alle storie che ho incontrato. E sento il bisogno di continuare a farlo, se possibile con ancor più ostinazione e maggior intransigenza per questo nuovo appuntamento, in cui la vita stessa mi pare mi chieda di offrire senza remore tutto quel che posso dare».
E Barbieri non si è tirato indietro, confezionando un album palpitante, cinematico, generoso, in cui ogni canzone "vibra" con passione e luminosa onestà. Un album pervaso da una spina dorsale sinfonica che Barbieri ha voluto curare in prima persona (come del resto la produzione dell’intero album), fino all'ultimo dettaglio. Al suo fianco una schiera di Artisti amici di primissimo ordine: da Carmen Consoli a Sergio Cammariere, da Tosca a Jaques Morelenbaum, da Fabrizio Bosso a Mauro Ottolini, Alberto Marsico e alcuni tra i musicisti di maggior talento del nostro Paese ed altri strumentisti che hanno registrato dai quattro angoli del pianeta.
“Tratto Da Una Storia Vera” si sviluppa sulla distanza di undici brani, dieci dei quali sono a firma di Giuseppe (“Joe”) Barbieri ed uno è una piccola grande sorpresa, il cui senso e la cui portata non sfuggiranno a chi conosce la sua biografia.
Di seguito la tracklist:
La Giusta Distanza (con Fabrizio Bosso);
Promemoria (con Mauro Ottolini);
Previsioni Del Tempo;
Niente Di Grave (con Jaques Morelenbaum);
Lazzari Felici;
Vedi Napoli E Poi Canta (con Alberto Marsico);
In Buone Mani (con Carmen Consoli);
Alla Fine;
Tu, Io E Domani (con Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Sergio Cammariere, Tosca);
Manifesto (con Quartetto Davabugi);
Mentre Ridi.
Biografia
Joe
Barbieri è un’affascinante anomalia. Un outsider che al di fuori del
binario dell’industria si è saputo costruire un percorso personale –
all’estero come in Italia – e che è riuscito nel raro esercizio di
convogliare il genuino apprezzamento di colleghi, critica e pubblico.
Barbieri ha all’attivo 5 album di brani originali (“In Parole Povere”
2004, “Maison Maravilha” 2009, “Respiro” 2012, "Cosmonauta Da
Appartamento" 2015 e "Origami" 2017), oltre ad un cd+dvd dal vivo
(“Maison Maravilha Viva” 2010) registrato all'Auditorium Parco della
Musica di Roma e due dischi-tributo entrambi dedicati ai suoi numi
tutelari nel jazz: ovvero Chet Baker (“Chet Lives!” 2013) e Billie
Holiday ("Dear Billie" 2019). La sua musica (venduta in decine di
migliaia di copie) è pubblicata in molti Paesi del mondo, e la sua
personale cifra stilistica – che lega la canzone d’autore al jazz e alla
musica world – lo ha portato nel corso degli anni ad incrociare
collaborazioni con colleghi in ciascuno di questi ambiti (da Omara
Portuondo a Stefano Bollani, da Stacey Kent a Luz Casal, da Jorge
Drexler a Hamilton De Holanda) ed a calcare alcuni tra i palchi più
prestigiosi del pianeta.
Nel 2021 torna, pubblicandolo in Europa il 16 ed in Giappone il 22
aprile, con un nuovo album di inediti dal titolo “Tratto Da Una Storia
Vera”. Con le partecipazioni di Artisti amici di primissimo ordine: da
Carmen Consoli a Sergio Cammariere, da Tosca a Jaques Morelenbaum, da
Fabrizio Bosso fino ad alcuni tra i jazzisti di maggior talento del
nostro Paese ed altri strumentisti che hanno registrato dai quattro
angoli del pianeta. Il primo singolo estratto “Promemoria” è disponibile
in digitale dal 26 marzo e in radio dal 2 aprile 2021.
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Attraverso personaggi ricchi di umanità e ambientazioni intrise di introspezione, Terranova ci conduce in un mondo dove ricordi, rimpianti...







