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lunedì 9 settembre 2019
domenica 8 settembre 2019
Manfredi Pasca: una storia leccese di Raffaele Polo ( I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
“La figura di Manfredi Pasca, mitico corridore leccese, si fonde
indelebilmente con l’atmosfera crepuscolare degli anni dal dopoguerra a
oggi, in una Lecce fatta di molte difficoltà, poche gioie e sacrifici.
Ma anche ricca di buoni sentimenti, ideali, onestà e impegno, fiducia
incrollabile nella volontà umana che, se ben instradata, supera
qualsiasi difficoltà. Anche la sofferenza, anche la morte, anche la
disperazione per le perdite più dolorose. Manfredi diventa, allora, un
vero e proprio eroe, simbolo del riscatto e le sue gesta, la sua vita
possono riassumere l’epopea del Grande Popolo Salentino, indomito
protagonista delle nostre piccole, grandi Storie.”
Special thank to Gianluca Pasca
Info link
https://www.amazon.it/Manfredi-Pasca-una-storia-leccese/dp/1720073325/ref=sr_1_26?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=stefano+donno&qid=1565721020&s=books&sr=1-26
sabato 7 settembre 2019
Romanzo caporale di Annibale Gagliani ( I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
La fine dell’uomo nel
caos italiano. Sulla terra vermiglia della Cava di Bauxite, a Otranto, il
suicidio narra, attraverso il flusso di coscienza, la vita da cacciatore di
lucciole del protagonista, che ricorda l’Alì dagli occhi azzurri di Pier Paolo
Pasolini. Un condottiero possibile del Kenya, animato da due modelli
filosofici: don Donato Panna e Thomas Sankara. La corruzione politica del suo
Paese lo costringe a fuggire in Italia col sogno di costruire un avvenire di
pace per la sua famiglia. La disumana navigazione sul Mediterraneo lo conduce
in una terra intollerante, avvolta da buio impenetrabile. Ma lui, come Sisifo,
porta il masso sopra la montagna. Diventa schiavo del caporalato, ma non
s’arrende: sfida il Fattore C sedimentato tra le sinapsi della gente comune. La
tragedia, dalla sequenza circolare, ha due insegnanti autorevoli: la storia e
il dolore. Il giovane antieroe è l’effige più lucida dello stoicismo di Lucio
Anneo Seneca. Annibale Gagliani nasce il 4 ottobre 1992 a Mesagne (BR).
Professore di lettere, giornalista pubblicista, scrittore. Nel 2018 ha
pubblicato i saggi Impegno e disincanto e Ground zero con IQdB Edizioni.
Romanzo caporale è il suo terzo lavoro editoriale. Credits Prefazione di
Fabrizio Peronaci / Postfazione di Raffaele Gorgoni
In copertina una
fotografia di Massimo Bietti fotoreporter premiato dal National Geographic
Info link
venerdì 6 settembre 2019
La via per la Cabala: Introduzione allo studio della Cabala di Grazia Piscopo (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
"La kabala è la sfida di chi vuole guardare il reale al di là del reale
stesso e non è facile camminare per quei luoghi, ma Grazia lo fa. Grazia
sceglie di unire il suo sguardo di donna allo sguardo della tradizione
ebraica e della mistica: entra nei testi senza una partecipazione
identitaria personale, ma è pur sempre coinvolta perché ha fede e come
donna credente si approccia ai testi, a Dio, al mondo. Sarà un caso che
questo saggio veda la luce tra le pietre bianche del Sud Italia, del
Salento, così simili a quella di Grecia, di Turchia, di Israele?
Orizzonti e colori di luce che sono incontro e crocevia di riflessioni e
culture diverse." (dall'introduzione di Pierpaolo Pinhas Punturello)
Info link
https://www.amazon.it/via-Cabala-Introduzione-studio-della/dp/1098817613/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=grazia+piscopo&qid=1563177205&s=books&sr=1-1
giovedì 5 settembre 2019
Al di qua delle palpebre di Roberto Shambhu (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
L’onironautica o ‘sogno lucido’, termine coniato dallo psichiatra
olandese Frederik van Eeden nel 1913 è il fenomeno per cui si prende
coscienza durante il sogno del fatto di stare dormendo, e la conseguente
capacità di muoversi coscientemente all’interno di un sogno.
L’esperienza del sogno lucido, mai dismessa in Oriente, tornata alle
nostre latitudini grazie agli interventi appunto di Frederik van Eeden,
poi di Stephen LaBerge, necessitava tuttavia di ulteriori apporti, di
nuove connotazioni modali. L’ opera di Shambhu colma, in tal senso, il
vuoto teoretico creatosi tra divieti e imbarazzi e, soprattutto, si
costituisca come una prassi vera e propria, una modalità di azione
consapevole nella dimensione disincarnata del sogno. Roberto Shambhu è
uno che va dritto alla meta, operando una mirabile sintesi tra segno ed
immagine.
Cover realizzata dall’artista Roberto Shambhu
https://www.amazon.it/Al-qua-delle-palpebre-onironauta/dp/1080067728/ref=sr_1_25?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=stefano+donno&qid=1565721020&s=books&sr=1-25
mercoledì 4 settembre 2019
Lettere da una taranta di Raffaele Gorgoni (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno per Amazon)
"Edito dalla casa editrice salentina I
Quaderni del Bardo per la collana I Sassolini, “Lettere da una taranta. I ragni
e la politica” è il nuovo libro firmato da Raffaele Gorgoni, giornalista Rai,
scrittore e vice presidente della Fondazione Notte della Taranta. Traendo
spunto da “Lettere da una tarantata” che Annabella Rossi diede alle stampe nel
1970 (ristampato in una nuova e più aggiornata versione da SquiLibri nel 2015),
il giornalista salentino ha dato vita ad un curioso espediente letterario che
lo vede invertire la prospettiva narrativa dando voce a Lycosa Tarantola, il
ragno a cui affida “figurativamente” la scrittura di novantanove lettere nelle
quali ricostruisce le connessioni che hanno caratterizzato il rapporto tra il
Festival de La Notte della Taranta e la politica. Il ragno fa sentire la sua
voce critica, dopo aver atteso vent'anni in silenzio, vent’anni in cui è stato
testimone e protagonista involontario di un fenomeno senza precedenti in Italia
che lo ha trasformato in un marchio, in un logo stilizzato di un prodotto da
vendere, ma anche di successi e sconfitte, di luci e di ombre. Le poco più di
duecento pagine del volume scorrono a ritmo serrato portandoci dalle prime
osservazioni sul tarantismo agli studi del fenomeno da parte di Ernesto De
Martino, dalla sua progressiva scomparsa con le emigrazioni verso il Nord e
l’emancipazione delle donne alla riemersione della tradizione con la riproposta
negli anni Settanta. Entrando nel vivo del libro con l’analisi della genesi de
La Notte della Taranta, la scrittura di Gorgoni si fa sempre più tagliente,
incisiva ed ironica, consentendo al ragno di togliersi tanti “sassolini dalle
scarpe” con la leggerezza e la libertà di chi non può essere accusato di essere
di parte" (Salvatore Esposito su Blog Folk).
Raffaele Gorgoni giornalista
Rai, è autore di romanzi di successo nazionale e internazionale.
Immagine di
copertina opera di Paola Scialpi
Info link
https://www.amazon.it/Lettere-una-taranta-Politica-edizione/dp/1076645003/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=lettere+da+una+taranta&qid=1565420941&s=books&sr=1-1
martedì 3 settembre 2019
Andromedia di Maria Grazia Palazzo ( I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno per Amazon)
Andromeda è la galassia più lontana visibile da occhi umani senza
l’ausilio di strumenti di osservazione. “Occhi umani”. È la prima
richiesta che colgo nello scorrere i testi di Maria Grazia Palazzo, il
suo appello a un’umanità che comprende tutti, anche se la silloge è
prevalentemente declinata al femminile e ha un portato di analisi sulla
condizione della donna. Per disegnare e collocare tale condizione,
l’autrice attraversa tempi e luoghi differenti e chiama, invoca, evoca
figure diverse di donne – mitologiche, note o silenti – per formare «un
alveare di voci», un nuovo esercito del dire a cui assegna le parole
come armi, non di offesa ma come strumento di relazione e di
consapevolezza: «certe parole lanciate/ non sono benedette ma colpi di
machete» per uscire dallo «stallo dei senza parola». (Dalla prefazione
di Diana Battaggia)
In copertina "Ippazia" in un disegno di Piero Angelini
Maria Grazia Palazzo è nata nel ’68 in valle d’Itria. Avvocato e insegnante precaria. Negli ultimi anni ha intrapreso lo studio della teologia e dei diritti delle differenze e dei saperi di genere. È mamma adottiva. La sua più grande ambizione è riuscire a vivere l’ermeneutica delle differenze amorose, tenendo insieme il piano della quotidianità e quello dell’extra quotidiano
In copertina "Ippazia" in un disegno di Piero Angelini
Maria Grazia Palazzo è nata nel ’68 in valle d’Itria. Avvocato e insegnante precaria. Negli ultimi anni ha intrapreso lo studio della teologia e dei diritti delle differenze e dei saperi di genere. È mamma adottiva. La sua più grande ambizione è riuscire a vivere l’ermeneutica delle differenze amorose, tenendo insieme il piano della quotidianità e quello dell’extra quotidiano
Info link
https://www.amazon.it/Andromeda-Edizione-Maria-Grazia-Palazzo/dp/1082186473/ref=sr_1_27?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=stefano+donno&qid=1565721020&s=books&sr=1-27
lunedì 2 settembre 2019
“THE DOORS” - The Doors Em direção ao próximo bar de whisky: Com discografia atualizada em apêndice di Giuseppe Calogiuri
É preciso ter coragem. Sim, é preciso ter muita coragem para pedir para
eu escrever o prefácio de um livro que fala sobre uma banda dos anos
’60. Isso porque, inclusive para você que está lendo, qual é o primeiro
pensamento que vem à sua mente? Com certeza umas daquelas bandas de
insuportáveis hippies malucos, pacifistas, lerdos e sem sal do estilo de
Mamas&Papas ou Jefferson Airplane (tenho certeza disso).
Felizmente, mesmo naqueles anos terríveis do ponto de vista musical,
algumas estrelas apareciam na escuridão. E, talvez, uma estrela brilhou
mais que todas: a estrela do The Doors! E é exatamente sobre esta
estrela que este livro fala, ou melhor, narra. E Giuseppe Calogiuri,
conhecendo meu ponto fraco, soube encontrar o meio e a coragem certa.
Mas, vamos começar pelo começo...No dia 4 de janeiro de 1967, The Doors
lançou seu primeiro álbum auto-intitulado. Não se tratava de um ano
qualquer. Aquele 1967 marcaria para sempre a historia dos Estados
Unidos, antes, e do inteiro mundo ocidental, depois. Há alguns anos, as
forças armadas de Whashington lutavam numa guerra não oficial longe de
casa. Desde o início de seu mandato presidencial, o “progressista” John
F. Kennedy começara a recrutar os garotos de seu País para jogá-los do
outro lado do mundo. The Golden One (citando The Human League), filho de
uma família que se enriqueceu desproporcionalmente graças ao comércio
ilegal de álcool, afundou os Estados Unidos na lama do Vietnã. Seu
sucessor, Lyndon B. Johnson, continuou o trabalho. Ou melhor, levou a
guerra à consequências extremas.No dia 7 de agosto de 1964, o Congresso
americano aprovou a H.J. Res. 1145 (mais conhecida como a “Resolução do
Golfo de Tonkin”) e entregou ao Presidente Kennedy um cheque em branco
para levar as tropas americanas onde ele considerasse necessário. Foi o
começo da presidência imperial. Foi também o início, na prática, do
recrutamento obrigatório para os jovens americanos. Aquela carne fresca
era necessária. Era essencial para lutar nos pântanos e nas selvas do
sudeste da Ásia. Em 1968, haveria 500.000 soldados empregados no Vietnã
(com infiltração também no Camboja e Laos para perseguir os
charlie).Neste clima, as universidades eram as instituições mais
afetadas pela guerra. Os garotos que "ganhavam" a loteria maligna do
recrutamento, tinham apenas três opções: 1) aceitar o alistamento; 2)
fugir, talvez no Canadá (como Jack Nicholson); ou 3) escolher o caminho
da objeção de consciência. A terçeira opção era uma escolha difícil,
colocava o individuo fora da sociedade e, por isso, requeria muita
coragem. Um campeão esportivo que se encontrava no topo da sua carreira
recusou o alistamento várias vezes e, em 20 de junho de 1967, foi
julgado culpado por traição. Aquele homem era Muhammad Ali!Um novo
caminho tinha que ser encontrado. E a música era fundamental como meio
de agregação para todos aqueles que queriam fazer alguma coisa (...)
(Por Daniele De Luca)
tradução por Ilaria Bisanti Diretora Accademia
Italiana Pellegrini
Info link
https://www.amazon.it/DOORS-dire%C3%A7%C3%A3o-discografia-atualizada-ap%C3%AAndice/dp/1075546230/ref=sr_1_37?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=stefano+donno&qid=1565725100&s=books&sr=1-37
domenica 1 settembre 2019
Cast Poetry in the Footsteps of a Woman Who Is Walking di Elisa Longo (i Quaderni del Bardo Edizioni per Amazon)
Cast Poetry in the Footsteps of a Woman Who Is Walking (“I quaderni del
Bardo Edizioni”, August 2018, e-book) is the title of Elisa Longo’s
first book of poetry, and it’s just enough to evoke the author’s
poetics: poetry doesn’t only mean “to make”– the Greek verb ποιέω
(poiéo) –, it also means “to be”, and not only an idea, an image, an
emotion recalled by a spot of color on paper, but much more, it’s an
object on fire that must be handled, it’s a thing that scratches, blows
and cuts and eventually, maybe, it makes you fall in love in the way one
of Marina Abramović’s performances can.
Elisa Longo’s lines have the long breath of wheat which ripens at every new reading. They are soft like the flour which makes bread rise. They are also rough as an iron blade which is rusting under the rain, the sickle with no handle which has just reaped the field. But that blade is already blunt and described in the minutest of details, it’s a free line but forced by the limits of its own body, and palpable as the flesh which wants to blow up in the mind for falling back new in the hands. This book is a journey into the world of a dynamic and fundamental poetess; Elisa Longo’s lines are a boiling magma, a river of words in ongoing transformation; as a whole they are objective sedimentations taking on density and give us the weight of their presence without any compromise; they are the reflection of their own author, as her significant epigraph explains.
From the Introduction signed by Riccardo Giuseppe Mereu
On encountering Elisa Longo’s poems, the collection title makes an energetic first impression: poetry is cast into a woman’s footstep. Poetry, therefore, is something concrete, which doesn’t need handling with care. Quite the contrary: it needs (or shall we say ‘it gives’?) strength. Energy. Life. And it is cast into a woman’s footstep. This woman is walking. In the poet’s view, women are the future: thus, this future is definitely on the go.
Just like trees do, these poems look upwards, towards the sky, towards Life. They show the poet’s soul, and touch the reader’s.
On a final note, let us go back to the collection title, to poetry cast into a woman’s footstep. The English language gives it an added value: true, we can cast objects. But somebody (poets, certainly) can also cast a spell. Let us then surrender to the magic of the title, and see where these poetic footsteps lead us.
From the Postscript signed by Raffaella Ticozzi
Photo cover Joe Beck on unsplash
Cura editorial Valentina Sansò
Elisa Longo’s lines have the long breath of wheat which ripens at every new reading. They are soft like the flour which makes bread rise. They are also rough as an iron blade which is rusting under the rain, the sickle with no handle which has just reaped the field. But that blade is already blunt and described in the minutest of details, it’s a free line but forced by the limits of its own body, and palpable as the flesh which wants to blow up in the mind for falling back new in the hands. This book is a journey into the world of a dynamic and fundamental poetess; Elisa Longo’s lines are a boiling magma, a river of words in ongoing transformation; as a whole they are objective sedimentations taking on density and give us the weight of their presence without any compromise; they are the reflection of their own author, as her significant epigraph explains.
From the Introduction signed by Riccardo Giuseppe Mereu
On encountering Elisa Longo’s poems, the collection title makes an energetic first impression: poetry is cast into a woman’s footstep. Poetry, therefore, is something concrete, which doesn’t need handling with care. Quite the contrary: it needs (or shall we say ‘it gives’?) strength. Energy. Life. And it is cast into a woman’s footstep. This woman is walking. In the poet’s view, women are the future: thus, this future is definitely on the go.
Just like trees do, these poems look upwards, towards the sky, towards Life. They show the poet’s soul, and touch the reader’s.
On a final note, let us go back to the collection title, to poetry cast into a woman’s footstep. The English language gives it an added value: true, we can cast objects. But somebody (poets, certainly) can also cast a spell. Let us then surrender to the magic of the title, and see where these poetic footsteps lead us.
From the Postscript signed by Raffaella Ticozzi
Photo cover Joe Beck on unsplash
Cura editorial Valentina Sansò
Info link
https://www.amazon.it/Footsteps-Walking-Quaderni-Edizioni-English-ebook/dp/B07N5P9937/ref=sr_1_39?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=stefano+donno&qid=1565725100&s=books&sr=1-39
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